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Cagliari-Reggina, vista dal tifoso

Di Stefano Serra

Il Cagliari Calcio è diventato un oggetto misterioso. Una settimana convulsa, due pedine che sembravano intoccabili (Capozucca e Passetti) sono crollate a quarantotto ore da una gara importante in casa con una rivale di peso come la Reggina. Continua il calvario dei risultati che non arrivano e io, tifoso, faccio fatica a comprendere le dichiarazioni di Liverani nei post partita. “I ragazzi hanno dato tutto” oppure “abbiamo fatto una gara positiva”. Ma dove ? Ma quando ? Si finisca di trovare argomentazioni fantasiose: se il Cagliari avesse dato tutto o avesse fatto la prova positiva avrebbe portato a casa tre punti, non uno solo in due gare. Non c’è gioco, non ci sono le geometrie, non si riesce ad arrivare in porta a tirare. Possesso palla ok ma a che serve se non tiri.Irritanti passaggi orizzontali o all’indietro sempre costanti in ogni gara.
Gare di una noia mortale. Il Cagliari è meglio dirlo: non è forte. Alla fine perché dovrebbe essere scontato che se retrocedi devi risalire subito. Puntiamo i play off, lavoriamo duro non abbiamo altra scelta. Dobbiamo produrre manovre offensive vere che portino alle conclusioni in porta. Se non tiri non segni e se non segni non fai punti.

Cosa avrà in testa il presidente, una rivoluzione dirigenziale o una rivoluzione tecnica? Staremo a vedere in questi giorni. La sensazione che appare fuori a noi tifosi è che non si capisce se esiste una strategia a medio e lungo termine o se tutto è affidato alla pancia e all’emotività del momento. Un uomo solo al comando può essere pericoloso. Nel frattempo le contestazioni diventano sempre più feroci e il Sudtirol è sopra di noi in classifica. Vediamo le prossime gare.

IN&OUT

IN : Rog

OUT Luvumbo

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